Presentato a Milano il Rapporto CISF 2009 dal titolo "Il costo dei figli. Quale welfare per le famiglie?" a cura di Pierpaolo Donati.
L'analisi effettuata dal Centro Internazionale Studi Famiglia presenta un bilancio per le famiglie italiane piuttosto critico.
L'indagine Cisf 2009, uno degli elementi di innovazione del nuovo Rapporto, restituisce un'immagine densa di interrogativi, sia per quanto riguarda le ripercussioni che le tendenze demografiche stanno avendo sul tessuto sociale complessivo, sia per quanto concerne una modo mercificante di affrontare il costo dei figli. Dall'indagine emergono alcune annotazioni:
• La popolazione italiana è composta da famiglie anagrafiche di cui il 53,4% non ha figli. Solo una minoranza di famiglie ha almeno un figlio, e nello specifico: il 21,9% ne ha uno, il 19,5% ne ha due, il 4,4% ne ha tre, lo 0,7% ha quattro o più figli.
• Vi è uno scarto significativo tra il numero medio dei figli effettivi degli intervistati ( 1,71) e il numero medio dei figli desiderati (2,13). Le cause riscontrate di questo scarto sono ricondotte ai seguenti fattori: mancanza di risorse economiche (19,5%), scarsa disponibilità di tempo nel conciliare famiglia e lavoro (8,9%), casa troppa piccola (0,3%), assenza di servizi per l'infanzia (0,3%), precarietà del lavoro (1,5%), posporre la nascita del figlio negli anni a venire (11,7%), altre motivazioni personali (57,8%).
• La spesa media mensile per i figli a carico è il 35,3% della spesa familiare totale.
• Le famiglie arrivano alla fine del mese con: una grande difficoltà (16,4%), una certa difficoltà (18%), qualche difficoltà (37,2%), una certa facilità (22,4), facilità (5,3%), grande facilità (0,8%).
• La distribuzione dei redditi famigliari evidenzia che il 60,2% della popolazione vive con un reddito familiare inferiore a 1.500 € al mese.
L'indagine ha infine permesso di individuare un insieme di famiglie cd. marginali, che rappresentano il 43,5% del totale delle famiglie prese in esame. Si tratta delle famiglie di più basso status sociale, con le maggiori difficoltà economiche e il maggiore isolamento sociale. Generalmente sono più anziane della media e spendono mediamente 546 euro al mese per alimenti e bevande, di cui 104,16 sono per i figli. La percentuale di spesa per i figli sul budget familiare mensile pesa per il 35%.
Più in generale, prendendo in esame il confronto tra la spesa per consumi realmente sostenuta dalle famiglie italiane con la spesa minima necessaria stimata dall'Istat, emerge come non tutte le famiglie con figli siano in grado di garantire il mantenimento di uno standard di vita ritenuto "accettabile". Infatti, il rischio di collocarsi sotto questo standard, quindi di vivere in condizioni di povertà assoluta, aumenta al crescere del numero dei figli. In particolare, il rischio aumenta quando sono presenti almeno tre figli: in questo caso l'incidenza di povertà assoluta è doppia rispetto a quella calcolata per il complesso delle famiglie italiane e tripla rispetto a quella stimata per le copie con un solo figlio.
Di fronte a questo scenario il Rapporto propone di ripensare le politiche di sostegno al costo dei figli. Tali misure sono oggi limitate a interventi volti a combattere la povertà e la disuguaglianza sociale, senza evidenti risultati in termini di efficacia e di equità. Al contrario, secondo il Rapporto, è necessario differenziare le azioni in politiche di emergenza (per le famiglie povere), politiche contro la disuguaglianza sociale e politiche dei costi dei figli nelle famiglie in condizioni di normalità, senza confonderle o appiattirle le une sulle altre.